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23 Dec

Toh! chi si rivede? la tv...

Pubblicato da admin  - Tags:  apple, dtt, google, long tail, mediaset, notizie, RAI, televisione

Tra gli sfidanti di quel Moloch del digitale che è Google, di volta in volta sono stati Microsoft, Nokia, Facebook, ora si inserisce il performer per eccellenza, la Apple di Steven Jobs che oggi sembra smettere i panni del fantastico visionario per quelli del conservatore propositore del vecchio rottame che è la televisione.

Questo perchè tanto Google con la sua creatura, che Apple con la propria si stanno sfidando nel segmento Hi-tech fetish natalizio. Google TV , ad accesso tramite Chrome, sarà precaricato con applicazioni come Netflix, Twitter, CNBC, Pandora, Napster, NBA Game Time, Amazon Video On Demand e Gallery mentre a partire all'inizio del prossimo anno, potranno essere caricate nella televisione le applicazioni da Android Market.

Apple tv nasce da un idea di Steve Job, talmente semplice da diventare rivoluzionaria. Distruggere il concetto di computer per venderne di più. La televisione concentra in pochi semplicissimi gradi di approccio finale, un retroterra tecnologico avanzatissimo. Il computer invece no. Per usare la televisione è necessrio soltanto premere un tasto, il livello più avanzato è l'uso del telecomando. Per usare un computer invece è necessario una serie di operazioni che superano di numero anche quelli per la guida di un'auto. Il muro che divide la maggioranza della popolazione che ha la potenzialità tecnologica ed economica per connettersi ad internet è esattamente questo. Invece di complicare la vita degli italiani con il Dtt, Steve Job vuole conquistare la penisola con due novità, il decoder nero e l'iTtunes italiano

Se la Google tv non è arrivata nelle letterina di Natale a Babbo Natale, non è soltanto per alcuni problemi tecnici, ma anche perchè ogni mercato televisivo deve avere i propri contenuti contestualizzati ed Apple è attrezzata per questo, anche come modello di business, noleggio dei contenuti senza adv.

Ma la proposta di televisione a Natale per chi non vuole passare dal digitale terrestre e dall'etere passa anche dai due concorrenti di casa nostra.

La RAI ha un portalemulticanale, mentre Mediaset ci riprova dopo esperienze precedenti non positive. Ma due notizie danno un quadro della situazione di scontro quasi epocale tra media. La situazione quasi fallimentare di Blockbuster leader nella della distribuzione e noleggio dei film su dvd e quella di Endemol che sconta il riflusso del pubblico verso i suoi format scarsamente innovativi

Da un lato la produzione di contenuti digitali ha cambiato inevitabilmente le abitudini di fuizione del pubblico, che preferisce scegliere comodamente da casa quello che potrebbe consumare di lì a pochi minuti, perchè anche il tempo reale è entrato nella creazione dei palinsesti. Chi usa il web si è mentalmente abituato alla libertà di movimento e non è più disposto ad accettare quella censura indotta che è il palinsesto televisivo concepito da editori remoti o la difficoltà di reperimento di un film nella videoteca sottocasa. Il web ha questo che Blockbuster non può offrire e la televisione broadcast neppure. La libertà data dalla sua sconfinata rete di offerta tutta insieme e tutta nello stesso istante, quella long tail che nessun magazzino e nessun palinsesto analogico o criodigitale può vantare. C'è un'altra coda lunga che risiede solo nel web e che non risiederà mai dentro altri modi di produzione creativa. Si tratta della sterminata offerta di autori, di modi diversi di vedere il mondo e le cose che vi capitano, di consequenti punti di vista, che possono rassicurare poco ma che arricchiscono sicuramente di più e difficilmente porteranno a noia il pubblico senza target che del web.