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05 Nov

Due gradi di separazione

Pubblicato da Giorgio Fontana  - Tags:  sei gradi di separazione, network, capitale sociale, Richard Sennet

La narrazione, che sta alla base della nostra intima rivoluzione culturale, ci parla di sei soli gradi di separazione, tra qualsiasi persona che sia dentro la nostra rete intima e tutti gli innumerevoli link che si connettono alle altrui intime reti.

Attraverso la fisiologia della parità, quel peer to peer utopico, si concretizza il sogno della perfetta democrazia , entro i cui confini si attuano i suoi principi fondanti di uguaglianza, fratellanza, solidarietà.
 
Lo storytelling è quella tecnica affabulatoria con la quale si rende verosimile, con le chiavi dell'empatia e della quotidianità, qualsiasi manipolazione della realtà, capovolgendo con il linguaggio i dati di realtà, facendo leva sui desideri e le speranze, concretizzando, vitualmente, l'affrancamento dal dato di fatto e la liberazione del principio di realtà sopra i confini della pura necessità.
Così, se un autorevole rappresentante delle Istituzioni dello Stato viene colto a raccogliere l'esigenza di un suo pari, sollevandosi bene al di sopra del protocollo, della prassi e delle regole a cui si sarebbe dovuto attenere, il racconto che ne viene fatto fa leva sulle parole 'dovere umanitario'.
Concetto a cui ogni essere umano, appunto, deve sospendere il proprio giudizio, perchè scatta il dovere empatico, il sentimento di introspezione, non più tra quei due gradi di separazione, tra potere economico-finanziario e quello politico-burocratico, ma tra quei sei gradi di separazione che uniscono i livelli più alti a quelli più bassi del vivere civile.
 
Posto che dentro quei due gradi di separazione la prassi permette uno scambio di solidarietà tra pari, con scambi di favori, lavori, intrecci di interessi, legami familistici, linguaggi e codici comuni, reciprocità che, nella selezione naturale, escludoni gli altri, leggi non scritte d'onore e di rispetto.
Regole che prevedono che, ad esempio, se il figlio di un alto grado dell'aristocrazia al potere riceve una cospicua attenzione, la legge d'onore dei due gradi di separazione impone, che prima o poi, venga restituito il valore avuto.
La pena che colpisce chi non si attiene al codice è l'esclusione dal circuito apicale.
Condizione peggiore di qualsiasi fallimento finanziario, condanna penale, sconfitta politica.

La mancanza di rispetto, anche se meno aggressiva di un insulto diretto, può ferire in maniera altrettanto viva. Non c'è insulto, ma nemmeno riconoscimento; la persona coinvolta semplicemente non viene «vista» come essere umano pieno, la cui presenza conti qualcosa.
Quando una società tratta la massa della gente in questo modo, accordando solo a pochi il riconoscimento, crea una carenza di rispetto, quasi come se si trattasse di una sostanza troppo preziosa da far circolare. Al pari di altre carestie, anche questa è opera dell'uomo; ma a differenza del cibo, il rispetto non costa niente. Perché, allora, ne viene dispensato così poco?

Richard Sennet - "Rispetto" - 2003

Le persone che non vengono viste sono quelle che nella vita reale sono agli estremi dei nostri sei gradi di separazione.
Tra un'oligarchia che si autoalimenta di consuetudini, modi e prassi, che non hanno la necessità di essere coerenti con il principio de '
 la Legge è uguale per tutti ', perchè entro i due gradi di separazione le Leggi interne di Livello Superiore godono della separazione dagli altri quattro.
 
La narrazione che abbiamo alimentato, finendo per crederci, in modo alquanto acritico , è che in questo nostro Mondo virtuale, vi sia la vera democrazia.
Che con la vicinanza che si ha nei nodi tra reti di pari, tutti alla fine di lunghi calcoli algoritmici, abbiano le stesse possibililtà e, nel gioco dei grandi numeri , anche la stessa fortuna.
 
Nella realtà quotidiana, invero, tra i nostri e gli ultimi due gradi di separazione ci sono, fossati colmi di acque pericolose, cavalli di frisia e campi minati e quella famosa 'muraglia con in cima cocci aguzzi di bottiglia'.