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13 Dec

I killer di You Tube

Pubblicato da admin  - Tags:  ClioMakeup, freaks, Gemma del sud, laura scimone, legge di Dunbar, Marco Marfè, personaggi, successo, talenti, trash, Willwoosh, you tube, youtube

Ci sono nomi che a molti suonano poco famigliari ma invece non sanno che in quel lembo di mondo virtuale che si chiama YouTube italiano sono del tutto identici alle star che negli anni 60 riempivano le copertine dei rotocalchi, come un tempo si chiamavano i magazine.

Marco Marfè, napoletano di 21 anni ha già raggiunto oltre 1.500.000 visite su You Tube, quindicimila fan su Facebook, 2 CD all'attivo e tutto grazie ad un provino ad X-Factor andato male. Su YouTube non si contano i commenti e le parodie, anche molto grezze. Su Facebook imperversa il dibattito attraverso decine di pagine fan che si chiamano tutte Marco Marfè. Decine di gruppi si contendono brandelli di reliquie equamente divisi tra pro e contro

Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, è un giovanissimo cabarettista che usa YouTube per rendere popolari i suoi personaggi. Sicuramente talentuoso, non particolarmente orginale, un po' clone verdoniano; il suo target giovanile apprezza la bravura trasformista e l'uso della camera tipicamente web e non ha mai visto un film di Verdone. Tutto ok. Decine di video YuTube che mediamente collezionano 600 mila visualizzazioni ciasuno. Fan Page  e Gruppi su Facebook, il più numeroso supera i 220mila fan.

Clio Zammatteo è un estetista che ha trovato in YouTube un canale di sviluppo della sua attiva insospettabile. Il suo canale si chiama ClioMakeup e colleziona milioni di visualizzazioni nella sua long tail, in un settore che non è nè humor freaks, nè videotrash. Inizialmente i video erano postati senza una strategia definita che a poco a poco si è strutturata fino a farli diventare un diriver per case produttrici come Pupa. Ora vive a NY city.

Francesca Ferrera(?) è una ragazza minorenne diventata in pochi mesi il fenomeno mediatico più esplosivo di tutto YouTube. Il nome con cui è conosciuta da milioni di persone è Gemma Del Sud ed il suo canale colleziona milioni di visite ininterrotte, ma non solo attorno a lei si sono create leggende metropolitane, colpi di scena, false notizie, scoop, mancano le interrogazioni parlamentari, ma credo che arriveranno specie ora che il suo canale è sparito nel nulla. Ma il fenomeno aveva generato una tale massa di condivisioni e rimandi che non è stato perduto nulla.

Laura Scimone, 21enne palermitana, è stata la vera apripista di quel fenomeno hype trash che ha avuto il culmine con Gemma Del Sud, il suo video YouTube dedicato a Michael Jackson  credo diventerà il pattern di riferimento delle presentazioni webcam, con tempi, inquadrature, postura e scenografia perfette per bucare lo schermo precario. Pagina Facebook con 60mila fan.

Queste storie hanno in comune il mood, lo stato d'animo prevalente, quella particolare atmosfera da video-killer che aggredisce e stordisce prima di venire ridotti a tocchetti e inseriti nelle vaschette tupperware del frigorifero. Il killer di YouTube usa le debolezze umane per creare attorno ad essi il sapore di famiglia, dove c'è Barilla c'è casa, ospitandoli proprio in casa, nello spazio angusto della cameretta, sul lettone con le coperte sfatte, nel salottino buono, in cucina. In ogni ambiente che non sia una grotta gotica o la bara di Dracula è più facile trovare la morte ed esserne annientato senza difese.

In fondo tutto deriva dalla grande scuola di Hitchcock, dei crimini della porta accanto, morbosi, incredibili e famigliari, che spesso hanno la faccia di Pacciani, delle simpatiche sorelle Brewster o di un grigio burocrate del partito comunista cinese. Ma qui le armi ben nascoste sono quelle che porta il singolo utente, il sentirsi protetto dalla propria superiorità intellettuale o il compiacersi di riconoscere i segni del totem tribale e il comune sentire di gruppo. Perchè in fondo sempre di comunicazione tra limiti di 150 persone, il gruppo naturale della legge di Dunbar, si tratta. Infatti quando il fenomeno cresce troppo diventa necessario che si spezzi in miriadi di partitini e fazioni, per recuperare quella sete di branco senza il quale anche l'infinita prateria di YouTube inaridirebbe e non lascerebbe più ascoltare l'ululato dei coyote attorno al fuoco che disegna in ogni luogo venga acceso i confini della casa.