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12 May

La replica del villaggio blobale

Pubblicato da admin  - Tags:  blob, branco, egotismo, La scimmia nuda e Internet, Mentana, narcisismo, popolo della rete, tendenze, twitter

Enrico Mentana abbandona twitter sbattendo tutti e 140 i caratteri

Enrico Mentana abbandona twitter sbattendo tutti e 140 i caratteri

Questo articolo di Daniele Chieffi mi da lo spunto per alcune riflessioni che voglio porre, provocatoriamente, controcorrente con quello che è il sentiment costante e molto stucchevole del cosidetto Popolo della Rete.

Innanzitutto non se ne può più del Cosidetto, ormai pari, come autorevolezza e semantica, alla Padania. Qualcuno dovrebbe narrare la mitopoiesi del popolo della rete, del suo irrompere nella vita di tutti coloro che usano i mezzi online, sia per fare democrazia diretta, fare shopping, stare in chat erotiche, scaricare gratis musica ed ebook, leggere articoli di Michele Serra e Gianni Riotta e godersi le tette più grandi del mondo con la faccia incollata del Presidente della Camera. Questo popolo della rete che insorge ad ogni critica che viene fatta ai propri 'compagni che sbagliano', come se fossero scarafoni piezzecore o come se fossero dei Trota, figli di un Diodo minore a cui si può perdonare ogni cosa, nel momento in cui il loro agire è l'inconsapevole arco riflesso di un behaviorismo senza libero arbitrio. Se sono figli della Rete il loro peccato originale è già stato lavato dal battesimo tribale del click.

Basta con questa Padania della virtualità che permette levate di scudi celtici, pallottole contro i professionisti che non sanno usare internet, contro questi vecchi coglioni che sono fermi al controllo dei migranti digitali, in quella Ellis Island per la quarantena del digital divide. Isola della rete dove devono fermarsi quelli che non capiscono la bellezza del voto permanente su MeetUp, che non comprendono che la libertà di 'fare quel che cazzo mi pare purchè in 140 caratteri' sia il paradigma della vera anarkia.

Dove la 'giovinezza' è un lavacro terminologico con il quale il mercato dell'elettronica circonda la padanità del cosidetto con la propria richiesta di razzismo tecnologico. Dove al posto dei 'negri' e dei 'terroni' ci sono quelli che non sanno 'usare il mezzo' e dovrebbero essere fermati dalle cannoniere al largo delle acque territoriali del nuovo continente e rispediti ai loro luoghi non digitali d'origine per incapacità tecnologica di razza.

Personalmente, dopo 20 anni di web, non mi sento di far parte di questo 'popolo della rete', razzista, intollerante, che vive in uno Stato Aetico dove lo Ius sanguinis dei nativi digitali non sarà mai rimpiazzato dallo ius soli di chi si connette con un semplice click, senza però conoscere lo slang tribale che lo possa integrare culturalmente. Gli indigeni digitali, i nativi digitali si sono costruiti un  giocattolo che non vogliono prestare ai 'bimbi poveri' teknoanalfabeti.

La Rete non è la replica della società è qualcosa di molto più pericoloso. E' il canale dal quale prende corpo il lato oscuro di ciascuno, per la sua natura di esaltatore di comparto limbico, per la velocità dei processi di relazione e la difficoltà a chiudere le connessioni con il lato del cervello deputato al controllo del comportamento. Persone che nella vita reale sono perfettamente conscie di quello che rappresentano, esprimono, comunicano in rete diventano rettili, animali a sangue freddo, con un cervello preistorico la cui strategia è 'predare'. Per ogni Mentana che esalta il proprio lato narciso, basato sulla popolarità, l'esclusività della sua rendita di posizione sociale, il potere di influenzare altri comportamenti,  in Twitter vi sono altri corrispettivi narcisi che usano il Corpo del Vip per transustanziare il proprio, in un corto circuito egotico dove l'uno alimenta patologicamente l'altro. Questi tecnonarcisi in branco si nutrono dei rozzi turisti digitali senza mappa e senza guida.

Conclude Daniele Chieffi : "E’ necessaria una grande riforma culturale del nostro Paese ma che coinvolga anche e soprattutto chi appartiene alle elite culturali. Comportarsi con stizza, interrompendo il dialogo, non è un bell’esempio." Le elite culturali in rete sono altre, sono i cattivi maestri del contesto, coloro che hanno perso di vista lo specifico per il loro tecnoentusiasmo acritico, a volte volutamente acritico perchè in rete i poteri forti non sono Mentana, Il Corriere, la RAI o Mediaset, e questi non possono essere toccati, devono rimanere ignorati po tutt'al più recensiti in modo negativo per una app o un modello di smartphone. E soprattutto il nostro Paese digitale non esiste, non è la Padania o il Grande Sud, è lo stesso denso magma del BLOB che invade tutto il pianeta.