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02 Jul

Social televisione

Pubblicato da admin  - Tags:  Agcom, facebook, notizie, social tv, televisione, teoria

Si torna a parlare di social tv. L'occasione è il lancio di una prossima funzionalità all'interno di Facebook che permetterebbe alle reti personali di discutere e condividere le esperienze televisive in modo socializzante e innovativo. Addirittura la metrica del Mi piace applicato ai palinsesti televisivi, roba da far cambiare radicalmente il modo di usare il televisore.Ma non si tratta di utilizzare il telecomando del DTT con i pulsanti Ilike, Share, Invia, blocca, segnala, restituitemi i miei soldi. Nulla di tutto questo, ma molto di più. Gli amici potranno dire quali programmi televisivi preferiscono ai loro amici che a loro volta potranno rispondere "Grazie mille. Ma non ho più il televisore. Tu usi ancora quello scatolone? bizzarro..." Che cosa c'è di social nella televisione? Cosa c'è di conversazione in uno strumento gerarchico e verticale? Cosa c'è di spontaneo nelle dinamiche dei programmi reality? Cosa c'è di contenuti generati dagli utenti nella televisione? Cosa c'è di democratico in un modo di produzione che per la sua natura funzionale ha limiti di spazio-tempo?

Credo che vi sia qualcosa di molto confuso e di banalizzante nel termine social tv, specialmente quando si pretende che la convergenza di due media creino nell'uno e nell'altro qualcosa di diverso. Non credo che sia così. I social media non diventano televisivi e la televisione non diventa social. In particolare c'è un aspetto che non permetterà mai ad un mezzo che viene erogato in modo broadcast di assumere le caratteristihe social. Risiede nella sua impossibilità di riposizionamento e di ibridazione. Un contenuto citato fuori dal suo contesto diventa proprietà del luogo dove viene riposizionato e assume altri significati decontestualizzati, questo è il valore social, il suo divenire un elemento pubblico cioè deprivatizzato, appunto socializzato. Ci vorrebbe una legge, magari un decreto dell'AGCOM, con cui si stabilisca che tutto quello che viene pubblicato in rete non ha proprietà ma è di pubblico dominio, perchè questa è la natura della rete, sin da quando è nata. Chi vuole mantenere la proprietà intellettuale ne resti fuori, offline.Semplice.