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19 Jun

Il bacio sbagliato di Vancouver

Pubblicato da admin  - Tags:  emozioni, errori, fotografia, personaggi, reporter, serendipità, serendipity, vancouver

Rich Lam è un fotoreporter freeelance canadese che lavora per Getty Images. E' specializzato in foto di cronaca, sport e commerciali. In questa veste professionale si è ritrovato nel mezzo di una guerriglia urbana, quando i Vancouver Canucks hanno perso, in gara 7, la finale della Coppa Stanley, una delle più ambite per lo sport nazionale canadese, l'hockey su ghiaccio. Il fotografo racconta in questa intervista che cosa sia successo prima, durante e dopo i suoi scatti. Scatti che stanno facendo il giro del mondo, insieme ad una storia mediatica bizzarra, coinvolgente, paradossale ed emozionante. In breve nel dopo partita scoppiamo dei tumulti, alcuni gruppi di tifosi danno l'assalto ad un centro commerciale, saccheggiandolo, interviene la polizia e la situazione diventa seria. I fotografi tra cui Lam cominciano a 'sparare i rullini' come spesso fanno i professionisti reporter, senza rendersi conto di quello che inquadrano, con il solo istinto e l'esperienza, pronti a cogliere qualsiasi cosa si muova, come dei veri cecchini dell'immagine, con in più , in quei frangenti, la sola consapevolezza del pericolo. Una volta finito il lavoro consegna le schede di memoria ad uno degli editor dell'agenzia che poco dopo gli dice ' Belle le foto del bacio in mezzo al casino'. Senza capire, di primo acchito, di cosa stesse parlando il fotografo si trova in mano delle foto incredibili, che immortalano due ragazzi distesi in uno slargo che si baciano incuranti di quello che accade loro attorno. Foto inconsapevolmente scattate, un caso di vero serendipity fotografico.

La foto mostra uno straniamento, un'azione totalmente avulsa dalle ombre che gli sono attorno, un poliziotto sfocato in primo piano che agita il manganello ed è in tenuta antisommossa. All'orizzonte altri poliziotti che sembrano fare cornice, luci terse, pallide, malate, come se si trattasse di un musical e tutto fosse una messa in scena. E di messa in scena hanno cominciato a parlarne tutti i primi commentatori, fino a che non sono stati rintracciati i protagonisti che hanno rilasciato un'intervista in cui raccontano, sorpresi di tanta pubblicità, una verità molto meno romantica e molto più prosaica.

Questa foto è una matrioska di straniamenti. La guerriglia che segue ad un evento sportivo che ingloba una coppia che inciampa e cade, che dice di essere stata la coppia sbagliata nel momento e nel posto sbagliato, un fotografo che immortale per sempre la scena e non se ne accorge, noi che interpretiamo qualcosa che  in verità non c'è. Ma nel caso ci sono sempre i motivi della nostra vita. E se non ci sono, ci sono, allora, i desideri che rendono quello che non c'è esistente. Il desiderio che nel pericolo di ogni vita, dentro tutte le situazioni disperate, vi sia un'oasi, dove poter lasciarsi perdere nella passione, nella libertà di essere felici, in quello per cui ogni altra cosa potrebbe non esistere, perfino protetti dalla polizia che ci fa cordone e allontana la realtà per pochi minuti, come se fossero dei cavalieri senza macchia e senza paura che si prendono cura di noi.

Questa è la forza di una foto sbagliata, in un momento sbagliato, a persone sbagliate ma desiderata e capita con forza da tutti.